giovedì, maggio 18, 2006

All'onore dei "Gantt"izzati di tutto il mondo

Le focolarine di AlgeriCito una frase del lungo intervento che il programmatore Aaron Brancotti ha scritto per il numero di marzo 2006 del mensile Una città. Trovo che ci siano molte verità e che per riscontrare simili cortocircuiti amministrativi non ci sia bisogno di arrivare alle grandi aziende. A volte bastano una trentina di persone per fare danni.

Aaron Brancotti scrive:

Sono finito all’interno di una società gigantesca, totalmente gerarchizzata e strutturata, dove per fare qualsiasi cosa devi scrivere otto documenti e un lavoro che potresti fare in dieci minuti dura tre settimane. Non solo: qualsiasi cosa tu debba fare la devi comunicare via mail. Cioè se io sono seduto qui e devo lavorare con un collega seduto accanto, non esiste che gli dico: “Bene, adesso facciamo questa roba qua”. Perché? Perché, come mi ha spiegato il project manager: “verba volant, ma scripta rimanent”. E a quel punto tu vorresti metterti a ridere, chiedendoti dove sei finito, ma poi...

Ma quel che è più assurdo è che non ti lascino risolvere i problemi. Tu puoi passare dei giorni lì a dire: “Non va? Mettiamolo a posto”, “Ma no, perché per metter a posto quel server lì bisogna andare là perché quella macchina lì è di quel gruppo là che dipende da quell’altro gruppo...” e iniziano questi giri pazzeschi per cui a te vien voglia di fare come Sam nel fil “Brazil”, che la notte andava in giro a riparare le cose senza compilare i moduli.
(./..)
Alla fine del mesi dovevi fare il “ruolino”, cioè dire: ho lavorato tot ore sui progetti eccetera, mettevi i tuoi hnumerini ed era una cosa tranquilla. Ma ci sono posti in cui il tuo lavoro diventa fare quella roba lì.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

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