lunedì, febbraio 23, 2015

Il valore del Cammino. Riflessioni con Luca Gianotti, fondatore Compagnia dei Cammini

--> "Imprenditori del cammino"
Ciclo di conversazioni per scoprire i valori personali, sociali ed economici 
dei costruttori di cammini.
(Published by SKIN)

Luca Gianotti ha fondato la Boscaglia prima e La Compagnia dei Cammini in seguito. Imprenditore del cammino e ideatore delle pratiche di “cammino profondo”, con Luca riflettiamo sul valore del camminare, personale e sociale, ripercorrendo la storia sociale recente del cammino. Questa storia ha tre tappe principali. L’ascesa del Club Alpino italiano e il cammino, tecnico e veloce, per conquistare rapidi le vette. Gli anni Ottanta, la rivista Airone e il cammino come strumento per l’appropriazione del paesaggio. Sono gli anni di Riccardo Carnovalini e Stefano Ardito.  E poi Santiago e l’emergere dei cammini come momento di lavoro interiore.
Luca non ha un ruolo da protagonista in questi passaggi che ricollocano il cammino da pratica turistica a pratica culturale. Però nel 1993 l’allora funzionario alla cultura del Comune di Scandiano comincia a coltivare l’idea di trasformare la passione per il cammino in un lavoro. Nel 1994 fonda Boscaglia. Quando l’associazione soffre per eccesso di crescita, è la volta della Compagnia dei Cammini, associazione che proprio in questi giorni saluta anche l’arrivo di una casa editrice.

Via Skype dall’Abruzzo, raggiungiamo Luca. Partiamo dal valore del cammino.  

Quale valore ha per te il cammino, Luca, perché scegliesti il cammino?
“Io stavo bene. Quando camminavo, mi si metteva tutto in ordine.  Sono partito da lì. Il cammino svolge un ruolo molto importante in diverse culture del mondo. Io penso che possa svolgere una funzione utile per acquisire consapevolezza anche nella nostra cultura. Un orientale si siede e medita. Noi occidentali, invece, siamo irrequieti. Il cammino aiuta a gestire questa irrequietezza e a darci lo spazio per meditare”.

E come arrivasti dal piacere personale all’impegno professionale?
“Da un uomo dedito alla cultura – ero funzionario al comune di Scandiano – sono passato alla natura. Sono stato ambientalista in prima battuta. Allora, essere attivi significava essere ambientalisti. Ho militato in Green Peace, nei Verdi, quando ancora erano un movimento, e ho conosciuto Alexander Langer. E’ grazie a lui che ho fatto il mio primo viaggio a piedi. In Albania.  Alexander era un politico con il culto del prossimo e fu scelto, in quanto non di primo piano, come ambasciatore di pace con l’Albania. Era il 1993 e io collaborai con per individuare contatti affidabili per un progetto di turismo sostenibile in Albania.  Eravamo a contatto diretto con il Primo Ministro e con noi, nel viaggio, c’erano personaggi di primo piano, curiosi di vedere una nazione a lungo rimasta chiusa. Ricordo per esempio nel gruppo il fotografo Uliano Lucas”.

Da quel primo percorso in cammino al ruolo di oggi, di propulsore della cultura del cammino. Cos’è che lega le persone al cammino?
“La gente ha bisogno di mettersi in cammino perché ha bisogno di mettersi in gioco. Ti cito la riflessione di Wu Ming nella mia ultima newsletter. Secondo Wu Ming, il giorno in cui si smette di essere turisti non si torna più indietro. E camminare è l’unico mezzo di locomozione che ti permette di girarti a 360 gradi e attraversare la strada per parlare con l’uomo fuori dall’uscio di casa. 
Le persone che camminano con noi si aprono all’imprevisto e all’emozione. Cerchiamo di regalare loro un’epifania. Considerata la percentuale di persone che ritornano, direi che si affezionano al modo di andare che presentiamo loro, senza mai scendere a compromessi. Facciamo spegnere i cellulari e scegliamo strutture che magari sono più scomode di altre, ma favoriscono l’incontro e la condivisione di un racconto”.

Come concili – per concludere – questo livello di condivisione di scambio con l’acquisto di un viaggio, con il momento della transazione economica?
“Comprendendo l’esperienza. Costruiamo molto di più di un servizio tal quale. Aderendo all’Associazione Compagnia dei Cammini, si aderisce a un progetto più ampio. Siamo impegnati in un processo di cambiamento a 360 gradi. Abbiamo gruppi di acquisto solidali e, ogni autunno, percorriamo un cammino di relazione – l’anno scorso lungo la Via Romea, quest’anno in Sicilia – per metterci in contatto con il territorio, conoscere i suoi luoghi e le sue genti. Queste iniziative sono potenti strumenti di conoscenza. Alla fine dell’anno ho camminato nelle terre marsicane con un itinerario concentrico per toccare i luoghi del terremoto. Abito in questa terra da anni, ma è solo con questo cammino che penso di averla conosciuta davvero. Ecco, con questi cammini, con queste iniziative che vanno oltre il servizio, ci vogliamo proporre come un’avanguardia culturale”.

domenica, febbraio 22, 2015

Elenchi: la settimana perfetta

Post-it
Scrivo troppo in questi giorni per lasciare fiorire un racconto. Però annoto, giorno dopo giorno, ora dopo ora quello che faccio e quello che devo fare. E’ un modo per conoscersi e fare mente locale su ciò che piace e ciò che invece innervosisce.

Nascono così varie liste. Ne condivido una che riassume un po’ l’ultima settimana. In prima linea, sempre in gioco, ma mai nervoso. E in mezzo, tanta varietà.
C'è ancora da lavorare ma è un buon punto di partenza. In breve:
  • funzionario, studio procedure di affidamento in concessione di servizi su base pluriennale.
  • progettista europeo, al lavoro su un’idea affascinante da inserire nel bando europa per i cittadini che coltivo con tenacia ed entusiasmo
  • giornalista, impegnato a raccogliere il racconto dei costruttori di cammino
  • guida escursionistica, sempre con un’attenzione particolare alla dimensione del racconto e agli echi narrativi del territorio
In mezzo a tutto ciò, un bombardino a metà mattina, in buona compagnia, prima di un pellegrinaggio a un faggio secolare, non ha prezzo.

lunedì, gennaio 26, 2015

Amsterdam viaggio 1. Highlights

Citazione del viaggio (sottolineata in volo sulle Alpi):
“Pensai che il vero nemico di questa gente non era il potere del governo ma la loro mancanza di immaginazione”.
(M. Haruki – Norwegian Wood)


  • Riunione a 4. 4 persone di 4 nazioni diverse. Parlavamo in una quinta lingua, straniera per tutti. Oggetto: piano per organizzazione di paese sesto. Obiettivo di lungo periodo: partnership tra paesi sesto e altri paesi settimi. Mi sembra un buon inizio.
  • Sono riuscito a non sentire la sveglia e perdere un appuntamento. Voglio i soldi per la prossima pubblicità dell'Amaro Lucano
  • Spazio di lavoro collaborativo. Giorno uno. Pc, birra e prosecco. Di solito le cose che cominciano con un aperitivo godereccio sono le migliori.
  • Ho guardato un film iraniano in lingua originale con sottotitoli in olandese. Non parlo né iraniano né olandese. Grande fotografia e colonna sonora da urlo comunque.
  • Festa dell'International Film Festival allo Schouwburg di Rotterdam. Ho salutato più persone che a Rocca, San Piero o Bologna. Feels like home :-)
  • Arrivato a Bologna. Porto a casa in regalo un dono tutto mio e super personale. Mi sembra u ottima conclusione.

giovedì, gennaio 01, 2015

Buon 2015, appoggiato a una "S" / Happy 2015, based on a "S"

 ---> Italiano in apertura / English follows <-- b=""> 

--> Italiano

Carissimi,

vi mando gli auguri per il nuovo anno. Ve li mando appoggiandoli a una lettera, la “S”. E' la lettera giusta per salutare il 2014 e dare il benvenuto al 2015. E' una storia “personale”, ma con tanti grazie vicini e lontani a chi direttamente e indirettamente ha reso possibile la mia avventura, talvolta sobbarcandosi noie personali aggiuntive.

Il 2014 è stato un anno Super. Lo potrei raccontare sotto molti punti di vista. Il più simpatico di questi mi sembra l'elenco dei luoghi toccati per conferenze, articoli, camminate. Grandi e piccoli sapientemente mixati.
New York, Stazzema, Montréal, Nicosia, Riga, Hoogezand, Bergen, Galati Mamertino, Amsterdam, Taormina, Flam, Dordrecht, San Bartolo, Anversa, l'Aia, Roma, Salsomaggiore, Oslo, Mazzin, Milano, Delft, Pesaro, Eindhoven, Firenze, Utrecht, Goteborg, Breda, Harlem e Aci Trezza. E poi tutti i quartieri di Rotterdam e i paesi e i sentieri di Romagna e Toscana, ma qui dovrei elencare vie, case e rovine. Troppo lungo. Meglio puntare gli occhi al futuro.

La “S” va bene anche per il 2015. “S” è l'iniziale della simpatica attività che contribuirò a far nascere ad Amsterdam tra 22 giorni esatti. Sarà un modo per contaminare maggiormente il mio impegno nella cultura con una maggiore impronta internazionale, così da seguire il mio fascino per il mondo e la sua diversità. Come compagna di avventura avrò una ragazza che arriva dalla Spagna. Ecco allora che la “S” ritorna una volta ancora.

Per il resto, fate voi, scegliete la vostra “S”. “S” può stare per serietà e sobrietà, ma non mi sembra che queste parole diano i risultati attesi. Dunque, vi auguro che nel 2015 “S” stia per un po' di “sorriso” e una ventata di “stranezza”. Divertitevi e po' e, come direbbe Verdone, fatelo strano ;-)

Un abbraccio e buon anno,
Silvio

---> English

Hello everybody,

here my greetings for the new year. They will join you through the story of a letter, the “S”. Indeed, the “S” is the right letter to say bye to 2014 and welcome 2015. It is a personal story, but it is addressed to all the people that directly or indirectly made my adventure possible, sometime suffering extra personal troubles.

2014 was a Super year. I could talk about 2014 from many perspectives. The funniest one, I believe, is the list of the places that I came to visit for conferences, news making, long walks. Large cities and remote villages are perfectly balances.
New York, Stazzema, Montréal, Nicosia, Riga, Hoogezand, Bergen, Galati Mamertino, Amsterdam, Taormina, Flam, Dordrecht, San Bartolo, Anversa, l'Aia, Roma, Salsomaggiore, Oslo, Mazzin, Milano, Delft, Pesaro, Eindhoven, Firenze, Utrecht, Goteborg, Breda, Harlem and Aci Trezza. I should then list all the Rotterdam suburbs and towns and pathways of regions Italy and Tuscany, but  I should include streets, homes and ruins. Too much. Better move on to the next year.

The “S” suits 2015 as well. “S” is the first letter of the little company I am contributing to start up in Amsterdam. The company will be officially established in 22 days from now. It will be a way to add to my engagement with arts an culture a stronger international focus, therefore following my charm for the world and its diversity. As a business partner, I will have a Spanish friend from Bilbao. As you see, “S” matters once again.

That's it. Beyond this, feel free to make your own “S”. “S” could stand for sobriety and seriousness, but this attitude does not seem to bring too many positive impacts on people. Therefore, I wish you that in 2015 “S” will mean “smile” and “strangeness”. Have fun and, as the Italian movie director Carlo Verdone would say, “fatelo strano”, “make it weird”!

Happy new year and hugs everybody!

Silvio