domenica, agosto 20, 2006

Con il mare alle spalle verso chiese senza tetto

Tra le mani in questi giorni ho le ultime pagine de Nel legno e nella pietra: novanta racconti di Mauro Corona dedicati a piante, rocce e uomini dalla vita estremamente quotidiana. In compagnia delle sue storie e sfogliando ogni giorno Repubblica per leggere il viaggio di Paolo Rumiz in Appennino, mi sono sentito quasi obbligato a prendere la via del mare lasciandomelo ogni volta alle spalle. In spiaggia per un tuffo, una rosolata al sole e poi via su per l’entroterra di Alassio e attraverso le più inaccessibili vie del senese.

Andare al mare per andarmene dalla spiaggia, mi ha lasciato in dote vari borghetti tra cui spiccano, in Liguria, Castelvecchio di Rocca Barbena e, in Toscana, San Galgano. Non avevo mai sentito nominare nessuno dei due e ho constatato che non ero il solo a ignorarli. Non c’era quasi nessuno nei loro paraggi e per raggiungerli ho dovuto seviziare l’atlante stradale del Touring come fosse una cartina escursionistica: entrambi sono infatti ai margini di strade bianche, rigorosamente tortuose, prive di segnaletica e attorcigliate su campi e costate boschive.

A Castelvecchio ho provato a chiedere una Sweppes Lemon. La barista, che desidera sposarsi solo per avere un attimo di gloria all’uscita della chiesa, mi ha guardato stranita sentendo questo nome da ultimo grido in riviera e poi mi ha versato della Lemon soda. Dalla bottiglia, vecchia e sgonfia, perché non aveva più le lattine.

A San Galgano invece non ho potuto chiedere nulla. Non c’era nessun bar e neppure il Signore se l’è sentita di radicarsi lì in maniera troppo vistosa. In suo onore c’è una chiesa enorme, a tre navate, ma completamente priva di tetto. Forse l’Altissimo ha pensato che da lì non c’era poi tutto sto bisogno di una cripta per cercare il raccoglimento. Bastava guardare all’insù.

L'abitato di Castelvecchio di Rocca Barbena (a sinistra)
e la chiesa senza tetto di San Galgano (a destra)


Castelvecchio di Rocca Barbena San Galgano

Castelvecchio di Rocca Barbena San Galgano

4 commenti:

Anonimo ha detto...

bel pezzo e bellissime foto. Ma come li hai scovati quei posti, per caso? Ass

silviomini ha detto...

Nel caso del paesello ligure è stato un libro sull’escursionismo nella riviera di ponente a parlare di Zuccarello e della Rocca di Monte Barbena. Nel caso invece di San Galgano è stato invece il ricordo di un breve servizio televisivo, dedicato alla leggenda della spada nella roccia, conficcata in una pietra proprio lì vicino alla chiesa senza tetto.

Carlo ha detto...

devono essere bellissimi questi borghi...

ho visto che sei stato in Cadore, io non vivo lontano da lì...

ciao

silviomini ha detto...

Non so come sia la qualità della vita in Cadore perché non ci ho mai soggiornato a lungo. Ma di sicuro, a livello paesaggistico, sei molto fortunato.
Beh, sfrutta questo privilegio per coltivare al meglio la tua passione per la fotografia.

ciao