domenica, novembre 30, 2008

Un contatto in meno per un pensiero in più

Era una giornata nella norma per l’impiegato Alessandro Zanotti. Qualche foglio scompariva dalla colonna di sinistra, qualche altro ne compariva sulla colonna di destra. Sul monitor un foglio excel contendeva lo spazio all’agenda di Outlook e alla nuova slide di power point. Ogni tanto, senza destare troppa curiosità, si illuminava anche la peccaminosa finestra di Facebook: Alex la teneva aperta per non abdicare integralmente al suo vecchio spirito di insubordinazione, ma il più delle volte era disturbato da quella lucina che anticipava solo eventi banali di semi sconosciuti del tutto trascurabili.

Quando la lucina lampeggiò per l’ennesima volta, Alessandro rimase fermo senza reagire per qualche istante, poi cliccò, tanto ormai i suoi processi mentali erano stati interrotti di nuovo. Leggendo il breve messaggio sul social networking fu sorpreso: Ivan, il suo vecchio compagno di banco alle medie, lo invitava a diventare un suo amico. Il profilo di Ivan sembrava nutrito, pieno di facce che lui non conosceva: gli sembrò ovvio portare il mouse su tasto di conferma e agganciarsi di nuovo alle novità di quella vita avuta al fianco per tre anni e ormai trascurata da tempo.

Mentre accompagnava il mouse con la mano, la memoria lo riportò alle considerazioni di quei giorni adolescenziali vissuti al fianco di Ivan. Dai cassetti del suo tempo perduto rivide il dito dell’insegnante di scienze che puntava verso di lui. Capitava spesso durante un interrogazione che il docente coinvolgesse la classe nel trovare la risposta che non riusciva a dare lo sfortunato alla lavagna. Alessandro aveva sempre avuto in antipatia quella pratica. Anche se spesso sapeva la risposta, era indisposto per quel coinvolgimento brusco nel ragionamento contorto partorito dalla mente altrui: nella sua testa la risposta era più ampia, strutturata, ariosa, coinvolgente, originata da altri presupposti. Una volta palesò addirittura i suoi dubbi: “Posso ripartire dall’inizio?” chiese al prof. Sfortunatamente alla sua domanda seguì solo un grugnito, mentre il dito passava a indicare la ragazza del banco di fronte. I suoi desideri non sembravano dover trovare applicazione.

Alex chiuse la finestra di Facebook senza spingere il tasto conferma
. Forse aveva perso un’occasione di socializzazione, ma nel frattempo aveva guadagnato qualche istante in più per la profondità del suo pensiero.

Durò giusto un attimo: un pop up si aprì per ricordare di scaricare l’integrazione agli aggiornamenti del service pack tre di windows.

1 commento:

streetjournal ha detto...

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