venerdì, luglio 28, 2006

Tavola Peutingeriana, ogni momento è quello giusto

Non l'avevo mai sentita nominare fino a un paio di mesi fa. Poi, in una lezione a carattere storico del corso da guida escursionistica, la Tavola Peutingeriana è sbarcata nel mio immaginario. E' una tavola concepita in epoca romana (III/IV secolo d.C.) per disegnare le principali rotte di comunicazione dell'Impero. Per quanto riguarda l'Emilia Romagna, per esempio, la tavola, fortemente sviluppata in senso orizzontale, descrive il tracciato della via Emilia.

Ne parlo qui perché la Tavola ha evidentemente preso gusto a incrociare i miei destini. Il vecchio documento è stato infatti al centro di una delle mie ultime interviste, quella realizzata con la prof.ssa di Geografia Fiorella Dallari a proposito del progetto Roman Itineraries. Per spiegare cos'è questa interessante iniziativa, riporto l'articolo originariamente pubblicato su UniboMagazine:

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Era già chiaro quando la redassero, tra il III e il IV secolo d.C.: la Tavola Peutingeriana era un documento rivolto ai viaggiatori. La Tabula rappresentava infatti l’intero mondo noto all’epoca, tralasciando gli elementi fisici e antropici del territorio a favore delle rotte di comunicazione. Nella carta comparivano tutte le terre note agli antici, ovvero l’orbis terrarurm di dominio romano che si estendeva tra Europa, Asia e Africa. Un’immensa estensione territoriale su cui la Tabula descriveva 100 mila Km. di strade e 3 mila indicazioni di luogo.

Questo antico documento, conservato a Vienna, è ora alla base di un progetto interregionale di promozione turistica dell’area orientale e balcanica dell’Europa. “Il progetto – spiega Fiorella Dallari, docente di Geografia economica all’Università di Rimini - si chiama Romit (Roman Intineraries) e punta alla costruzione di itinerari turistici che ricalchino le antiche rotte romane disegnate sulla Tavola Peutingeriana”. Rimini, punto d’arrivo della via Flaminia e punto di partenza della via Emilia, è con la sua università capofila del team di progetto a cui aderiscono anche strutture accademiche, enti museali e soggetti privati di Vienna, Norimberga, Sofia e Patrasso.

Il progetto Roman Itineraries, concepito per la prima volta nel 2003, si compone per ora di proposte di itinerario. C’è per esempio un itinerario che si sviluppa nella penisola Balcanica, un anello che costeggia il bacino del Mediterraneo, itinerari lineari nel continente e anche una rotta nord africana tra Tangeri e Alessandretta. Ora, definite le rotte, sono allo studio le condizioni di fattibilità pratiche dei viaggi ideati. “Lavoro a cui noi diamo consulenza economica, giuridica e geografica”, prosegue Dallari, rappresentante dell’Università di Bologna assieme a Guido Candela, Marcella Gola e Antonello Scorcu.

Romit si inserisce nel sempre più vigoroso filone del turismo sostenibile. “I nostri itinerari turistici – spiega ancora Dallari – devono favorire lo sviluppo economico delle regioni coinvolte e utilizzare i centri più noti come traino rispetto alle altre località. A livello di ospitalità, per esempio, l’obiettivo è coinvolgere partner locali ed usufruire della ricettività familiare”.

Questo tipo di offerta strizza l’occhio al sempre più nutrito gruppo dei turisti culturali. “Sono – illustra Dallari – viaggiatori con un livello di istruzione e di reddito medio-alto e soprattutto viaggiatori che sono disposti a spendere per soddisfare le loro curiosità culturali”.

Oltre ad alimentare i flussi turistici, Romit, così come gli altri progetti interregionali, punta infine a fare rete, costruendo sistemi locali territoriali integrati: “Uno dei traguardi principali – conclude infatti la docente di economia – è la realizzazione di modelli e protocolli per la gestione dei siti archeologici, modelli che consentano maggiore coordinamento tra soggetti che ora operano troppo spesso senza comunione di intenti e competenze”.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Silvio! In questa estate per il momento trascorsa soprattutto (con piacere) assieme ai bambini del campo solare di Medicina, ogni pensiero di viaggio è per molto allettante, e navigando nel tuo blog mi trovo combattuto, nel pensiero, tra un viaggio a Sofia lungo Roman Itineraries e una passeggiata sulle foreste appenniniche! Grazie dei reportage!!!
Nic

silviomini ha detto...

Non obbligarti a scegliere quando puoi fare entrambe le cose. Arriva a Sofia lungo le vie romane, ma solo dopo aver calpestato e sudato sulle mulattiere che attraversano il nostro Appennino.

Dai una voce e molto volentieri ti porterò in luoghi dove la tua telecamera da documentarista sarà sicuramente smaniosa di trovare l'angolatura migliore per descrivere spazi immensi privi di tracce umane recenti.

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