sabato, gennaio 20, 2007

Il fuggitivo che divenne inseguitore

“Si nasce e si muore soli.
Certo in mezzo c’è un bel traffico.”
(Paolo Conte)


“Si è fatto un uomo”, ha biascicato lo zio di mia mamma riconoscendomi dopo lungo tempo e dopo tanti suggerimenti
. Non mi vedeva da due anni, anche se non si era mai mosso dal letto dove l’ha bloccato un ictus. Ho dovuto scegliere di partire per l’Australia per convincermi a farci visita.

Questo mi ricorda un saggio di Sacks studiato al secondo anno di università. Parlava delle cause sociali del suicidio e sosteneva che una delle ragioni del gesto era capire chi sarebbe venuto al funerale, fare una cernita di chi ti era vicino. In questo senso partire è un po’ come morire. La tua vecchia vita pulsa come mai prima nei giorni che ti separano da un lungo viaggio. Il futuro è talmente a forma di punto di domanda che non provi neppure a cercargli una risposta. Ti concentri allora tutto sul passato che invece è più docile che mai e tu, finalmente, docile verso di lui. Lo guardi un po’ e lo rimetti tutto a posto. Stampi le foto per portare su carta, vicino ai vecchi volti in bianco e nero, anche la generazione digitale. Spendi un pomeriggio tra chi non c’è più per riascoltare le storie che ti hanno fatto nascere. Ti fermi un pomeriggio al capezzale di chi ti ha visto crescere. Rubi l’ultimo bacio di una storia nata con gli abbracci contati. Copi tutto su carta e su dvd per scongiurare l’imprevisto. E ti godi un applauso e un saluto che ti attraversano dentro come se tu fossi un immortale che si ricarica dell’energia del vecchio nemico.

Se tutto andrà bene, riguarderò questi giorni un po’ impacciati, come riguardo ora il bambinetto che voleva dormire nella camera dei genitori, il ragazzetto che non trovava via Zamboni a Bologna, il fuori sede che bruciava i sofficini e lo studentello che non riusciva a capire del tutto perché doveva imparare a usare la posta elettronica.

Tra allora e oggi, però, c’è forse una piccola differenza. Allora erano i cambiamenti a cercare me. Oggi, invece, sono io a cercare loro.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Eccezionale!
Come sai descrivere tutti i particolari con il linguaggio e le emozioni del cuore!
A proposito di cambiamenti, il nuovo regolamento dello stato civile prevede una semplice prassi per cambiare cognome.
Quando torni dall'Australia, fatto uomo, ti potrai cambiare da "Silvio Mini" a "Silvio Grande", che ne pensi?
Buona permanenza.

Edo ha detto...

Ciao Silvio
sono già più di 24 ore che sei atterrato alla conquista della terra dei canguri e speravo di leggere le prime impressioni a caldo...comunque ti comunico che data la leggerezza del tuo bagaglio sei stato premiato e il tuo Q.E.* si è innalzato vertiginosamente...

beware of the croc !

Edo

*Q.E. Quoziente Etico

silviomini ha detto...

ciao edo,

ho vergato su carta alcune righe che prossimamente mettero' online. Ho praticamente ultimato le operazioni burocratiche e, se mi arriva il benedetto bancomatr di cui sono in attesa, mettero' piede nell'intero a brevissimo termine.